Fu influenzato molto dalla madre, Celia De la Serna. Da lei prese il coraggio di affrontare qualsiasi pericolo. Anche il padre influenzò il carattere ribelle nei confronti delle sopraffazioni e l’odio nei confronti di chi era più debole. A tre anni, a causa di un bagno nelle acque fredde del fiume, si ammala d’asma, malattia che lo accompagnerà per tutta la sua breve ma, intensa vita. Frequentò la scuola pubblica, povera e ci andava, quando poteva, visto che, spesso si ammalava.
Gli piaceva molto la compagnia degli amici di scuola e, nonostante l’asma durante i giochi riusciva pure a vincerli.
Lo soprannominarono “ chancho”, che vuol dire maiale, perché si lavava di rado. Riuscì a portare una maglietta di rugby per venticinque settimane senza mai lavarla (n.d.a).
A diciotto anni fu richiamato per il servizio militare, ma fu riformato sempre a causa dell’asma.
Le sofferenze di sua nonna Ana, lo portarono alla decisione di iscriversi in medicina. Sognava di diventare un ricercatore famoso. Beh famoso, di certo, lo è diventato.
Usava un look trasandato e se ne infischiava dei commenti della gente. Anche a lui piaceva stupire e scandalizzare. Indossava addirittura scarpe di diversa misura e colore e non metteva mai la cravatta.
Entusiasmo per la vita e forza di volontà sono state le due costanti del suo carattere.
Beh, è una delle tante cose che ho appreso leggendo di Che Guevara. Forse, anzi è certo, che mi sono rimessa a correre dopo quegli interventi e quella brutta cosa alla mia zampetta, prendendo esempio a lui.
Grazie Che...
Hasta sempre Comandante
...non ho dimenticato Stalin!
venerdì 28 settembre 2007
Che Guevara Seconda puntata
giovedì 27 settembre 2007
Biografia del Che Prima puntata
Da un'intervista durata diversi giorni da parte di Conte Bagagli F. Lafontain al Che. Titolo del libro "Che Guevara" Conversando con il Che.
Portorico di casa Calamina, Bolivia 12 novembre 1966. Il Che seduto su uno sgabello, un sigaro in bocca, "La Rivoluzione permanente" di Troskji per terra accanto asè.
Conte Bagagli: Buenas tardes, Che, La ringrazio dell'opportunità che mi dà di farle un'intervista.
Che: Deve averne fatta di strada per trovarmi. Siamo in un paese molto lontano per lei che è italiano, ed in una località remota. Complimenti!
Conte Bagagli: Vorrei che mi raccontasse la storia della sua vita, fin dall'inizio.
Che:Si può fare. Non ho ancora ottanta anni. Sono nato nel 1928, il 14 agosto, a Rosario in Argentina. Trentotto anni si possono raccontare in poco più di un'ora se nessuno ci disturba. La qual cosa è improbabile. Comunque cominciamo. E' bello tornare indietro nel tempo. E poi i giovani devono sapere cosa cerca il Che.
mercoledì 26 settembre 2007
MEMORIAL ERNESTO RAPHAEL GUEVARA...EL CHE
Da oggi, fno al 9 di ottobre, molti compagni parleranno di Ernesto Guevara "El Che".
A quanrant'anni dalla sua morte, è più vivo che mai nel cuore di noi compagni che da lui prendiamo la forza di combattere ancora per i diritti, la libertà e l'eguaglianza tra i Popoli.
Hasta siempre Comandante
lunedì 24 settembre 2007
Siamo al tracollo o sbaglio?
Vediamo di fare un pò di luce su questo fatto.
De Magistris, PM, ha portato avanti, in questi anni, varie inchieste scottanti, come quella delle connivenze tra politici, avvocati e magistrati con la malavita della Regione Calabria.
Questa suo lavoro, certosino e scrupolosissimo, portò al trasferimento di due magistrati e al decadimento dalla magistratuta per un procuratore capo.
Nel 2005, l'inchiesta denominata "Poseidon" che riguardava il presunto, non risultato tale, giro di affari gestito con vere e proprie quote nominali da personaggi del centrosinistra.
Oh! Che premura ha avuto il Guardasigilli? Di cosa si preoccupa? Tanto i nomi verranno comunque fuori no? Però, c'è una cosa, anzi due che mi risultano anomale, oltre al comportamento che mi sa di abuso di potere, di questa storia.
Primo, come mai la destra avrebbe potuto attaccare la sinistra ed invece FI dichiara:"Andiamoci piano con i nomi" e, incalza AN:"De Magistris ha fatto sempre inchieste che non hanno mai portato a nulla!"; chiaro che di conseguenza arriva un plauso per il comportamento di Mastella.
La seconda cosa è che la sinistra o meglio, quella che per tale si fa passare, non commenta quasi nulla a tal proposito, lasciando parlare solo membri del CSM ed invece tutti vanno addosso a Ferrero perchè parla, almeno per una volta di "veri e significativi" passi in avanti a favore dello stato sociale?
Qui c'è qualcosa che non mi confinfera.
Casini da disponibilità a far proseguire il Governo fino al 2009 a patto che si vada alle elezioni insieme alle europee.
Cosa succede? Stanno un'altra volta facendo la danza dove le dame si cambiano pur restando le stesse a ballare?
Sempre più incaxxata, sempre più convinta che i partiti, qui sto cominciando ad essere d'accordo con il Grillo, non esistano più ma, al contrario esistano solo i Nomi e i Cognomi che presto, ahimè, controlleranno il nostro paese.
Un in bocca al lupo a tutti!
sabato 22 settembre 2007
Hanno nuovamente scoperto l'America!

giovedì 20 settembre 2007
90 bombe atomiche in Italia

Il 9 luglio 1990, viene approvata la legge 185 sulle "NUOVE NORME SUL CONTROLLO DELL'ESPORTAZIONE, IMPORTAZIONE E TRANSITO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO".
Dopo 17 anni si scopre, grazie allo studio di un analista statunitense, Hans Kristensen del Natural Resources Defence Council di Washington e il cui titolo è "Us nuclear weapons in Europa" che, in Italia ci sono ben 90 bombe atomiche.
E' noto che l'Italia è uno dei paesi che ha firmato i trattati di non proliferazione e nonostante la legge di cui sopra e per ultimo, nonostante il nostro Paese abbia dichiarato apertamente di non far parte del "club atomico", con tutto ciò che ne potrebbe derivare.
Ma si sa, che in Italia, tutto si può ed infatti eccoci al sodo della questione:
50 bombe sono stipate nella base di Aviano e le altre 40 a Ghedi, in provincia di Brescia. Nella stessa provincia di Brescia ci fu una lotta durissima contro una fabbrica della zona che costruiva mine antiuomo.
Com'è possibile tutto ciò? Semplice! Un accordo segreto stipulato tra gli USA e l'Italia rinnovato nel 2001, quindi ben 11 anni dopo la legge 185.
Un bravo scenziato, William Arkin, ha rivelato anche il nome dell'X file che "X" non è più; nome in codice Stone Ax (Ascia di Pietra).
Grazie a tutti i vari governi che si sono succeduti in questi 17 anni e che avrebbero dovuto riferire in Parlamento, tramite il Presidente del Consiglio dei Ministri, ogni 31 marzo di ciascun anno "IN ORDINE ALLE OPERAZIONI AUTORIZZATE E SVOLTE ENTRO IL 31 DICEMBRE DELL'ANNO PRECEDENTE".
a partire dalla data della pubblicazione della legge in G.U.!
"Yenkee go home please"
A.S.
martedì 18 settembre 2007
Il Grillo parlante.

Pinocchio è una delle favole più belle ed istruttive che siano mai state scritte.
Grazie Collodi per avercela regalata. Ci fa ridere, piangere e riflettere allo stesso tempo.
Il primo libro che mi fu regalato fu proprio “Pinocchio”, lo tengo come una specie di reliquia perché ci sta la dedica di mio nonno, il grande tesoro della sottoscritta.
In questa dedica c’è scritto di andare sempre dritto per la propria strada senza mai dar retta a chi vuol portare fuori strada.
Lo lessi con passione, avevo quasi sei anni, ma leggevo e scrivevo, mio nonno era un insegnante e nel pomeriggio si dedicava solo a me.
Ora neanche a farlo di proposito, una delle parti che mi colpì di più fu proprio, la morte del grillo parlante, schiacciato da ciò che gli tirò contro Pinocchio.
Pensai: che cattivo che è Pinocchio! Uccidere un povero grillo!
Non riuscivo a capire che il grillo, parlando in quel modo aveva rotto le scatole al povero burattino, immaturo e tanto pieno di se da credere che nessuno poteva dargli consigli saggi.
Torniamo ai giorni nostri. Beppe Grillo, può essere definito il grillo parlante della politica?
Ma per cortesia! Si chiamerà anche “Grillo” ma, secondo me la parte del pinocchio la fa lui.
Insomma sì, sta mirando a qualcosa. Si vuol rifare su quello che gli è successo anni fa?
Il cacciato vuol diventare “cacciatore” e non c’è peggio di una belva inferocita che cerca vendetta. Una cosa, purtroppo, è vera, secondo me, in altre parole, che Grillo ha la capacità di intrattenere le folle. Provate a fare il paragone tra un comizio di un qualsiasi grosso politico ed una sua esibizione in qualsiasi Piazza d’Italia. Il paragone non regge! Per il politico, la gente se ha da stare al mare, ci resta; per il Grillo s’imbellettano tutti e via a ridere insieme al comico che vuole smuovere le masse.
Le Masse, che parolone! Inconsciamente, ho utilizzato la “M” e non la “m”!
Per me le Masse sono importanti e da rispettare, Grillo le rispetta o le buggera con la sua maestria da saltimbanco? Insomma vuol prendere la gente per il naso? Se così fosse, scusate, ma cosa, eventualmente, potrebbe cambiare?
Un bel nulla! Ognuno di noi è bravo a fare il prestigiatore. Berlusconi, agitava la mano destra e intanto afferrava con la sinistra, Prodi sta usando tutte le mani possibili per fare un bel polpettone che sa di matrimonio in crisi, già prima della cerimonia e Grillo usa la sua arte oratoria da comico incallito.
Non saprei davvero chi dei tre mi fa ridere, anche perché in realtà mi fanno piangere. Piangere per tutta quella gente che grida un silenzioso aiuto, pronti ad aggrapparsi ormai a tutto ciò che galleggia.
Sinceramente preferisco annegare tra le onde del profondo mare.
Alla prossima ...
A.S.